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Per orientare l’orientamento
Sintesi della conferenza di servizio svoltasi a Rimini sull'argomento, organizzata dall’UST e dall' Assessorato provinciale all'istruzione




a cura di A.M.


In vista della peculiare e delicata curvatura che l’orientamento assume nella vita dello studente in uscita dalla scuola sia secondaria di primo grado che di secondo grado (c’è tutta la questione del raccordo con l’Università, il mondo del lavoro, delle professioni dei centri di formazione superiore), è sembrato opportuno condurre una riflessione congiunta tra Ufficio territoriale, scuole, amministrazione provinciale e enti di formazione per richiamare alcuni tratti di questa prospettiva, a partire da un’analisi di dati raccolti tramite l’Osservatorio provinciale e dal centro per l’impiego.
Si estrapolano qui di seguito dai vari interventi (Melucci, Soldati, Mondaini, Berardi, Bravi, Boselli) alcune delle principali linee emerse

Orientare nel tempo dell’incertezza

L’orientamento è sempre stato difficile perché risente almeno di due ordini di incognite: lo sviluppo del soggetto, il divenire della società, della sua economia e cultura.
Un altro reale antropico si sta formando per effetto della globalizzazione, dell’informatizzazione e degli sviluppi delle scienze e delle tecnologie biologiche; occorre tener conto di una nuova antropologia che interpreti l’essenza (struttura trasformazionale e ri-generativa) dell’uomo, ne lasci esprimere singolarità e relazionamento negli scenari prossimi venturi.
Lo sguardo a breve raggio, la carenza di memoria e di tensione prospettica, provocano una difficoltà nel proiettarsi adulti, nell’elaborare un progetto di vita. Il nostro è un tempo che per molti si attesta sull’istantaneo. L’accentuarsi del grado di incertezza rende per troppi studenti difficoltoso il vissuto dell’ andare a scuola quale modalità davvero significativa per la propria esistenza. Si diffonde una percezione dell’impegno scolastico non più avvertito come possibilità di emancipazione sociale (visione connessa a utilità sociale) o di piena cittadinanza (visione dell’istruzione come bene gratuito, a prescindere dalle possibilità lavorative) ma spesso come noioso obbligo.
Le scuole continuano ad assolvere alla loro funzione orientativa, che è quella di offrire gli strumenti per conoscere e per vivere (fiducia, autostima, soddisfazione, richieste di impegni, sostegno alla motivazione). L’orientamento è parte integrante dell’offerta formativa e in coerenza con le finalità istituzionali. E’ importante il ruolo dei docenti, soprattutto nelle fasi di transizione, perché i loro consigli incidono sulle scelte future. La pluridirezionalità degli apporti è importante: la conoscenza dell’alunno educa il docente, l’auto-conoscenza da parte dell’alunno stesso, il punto di vista dei genitori, la conoscenza delle opportunità presenti nel nostro territorio possono costituire una buon contesto orientante in modo da eliminare o quantomeno ridurre i rischi di disadattamento e di vero e proprio abbandono.


Orientamenti sull’orientare

Il ragazzo in disagio, distratto, svogliato o a rischio di dispersione da se stesso (o l’insegnante, il dirigente, l’ispettore in tali condizioni) non va analizzato positivisticamente come addensamento deterministico di effetti dovuto a cause ben precise. C’è chi si disperde anche nell’ambiente più favorevole e chi è ben presente a se stesso e al mondo pur avendo attraversato le situazioni più difficili.
Si propongono di seguito alcune linee di com-prensione
- “Valore” e “volontà” hanno una radice comune. C’è volontà quando c’è adesione a una gamma di valori. E’ dunque importante che la scuola detenga e manifesti un quadro (pluralistico) di idee, offra prospettive di valore, indicazioni di senso, esempi di amore per lo studio e la persona umana. Dobbiamo essere consapevoli della gamma di fini che muove i nostri giorni per poter arricchire di senso i giorni altrui.
- Anche se ciascuno di noi nasce forse già atteso da un destino, dobbiamo comportarci come se in gran parte questo dipendesse da noi. Aiutando il ragazzo o il collega a ridisegnare l’orizzonte delle sue attese. Il divenire umano accade più ad fines che propter causas. Il futuro agisce sul presente forse più del passato.
- E’ vitale che il docente ami lo studio e i suoi interlocutori. Può non bastare ma è essenziale per ricostruire l’universo intenzionale degli alunni
- Il ragazzo (o il collega o il dirigente o l’ispettore) deve sentirsi benvoluto e stimato comunque. Deve sempre sentire che può in ogni caso far conto su di noi ma che attua sé stesso quando si comporta con consapevole autonomia.
-Alle scuole di ogni ordine e grado compete soprattutto non selezionare in funzione della (difficilmente ) presumibile attività futura ma orientare all'esistenza.
C'é più che mai lavoro per noi educatori: promuovere la formazione di figure di relazione é stata sempre una delle principali, produttive operazioni di fantasia di chi ha scelto la formazione come principale attività della sua vita.

La situazione locale

E’ allora importante che si sviluppi una visione ampia del quadro generale, compresi gli esiti scolastici al termine del 2° ciclo, le offerte della formazione professionale, le possibilità del mercato del lavoro riminese in modo da entrare in possesso di elementi di conoscitivi e di riflessione che l’interazione con altri soggetti significativi può offrire.
Nella legge 128 che ha convertito il decreto 104 è contenuto un piano di rilancio dell’orientamento con relativo importo finanziario (articolo 8): 6,6 milioni (1,6 per il 2013 e 5 per il 2014) da assegnare alle scuole sulla base della popolazione scolastica interessata, per potenziare l’orientamento degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Le attività di orientamento fanno parte delle attività funzionali all’insegnamento con il coinvolgimento dell’intero corpo docente. Le attività eccedenti l’orario obbligatorio saranno opportunamente remunerate con il Fondo delle istituzioni scolastiche. Nel POF e nel sito istituzionale andranno indicate le iniziative poste in essere.

Pluralità dei soggetti coinvolti

Anche le Camere di commercio, le Agenzie per il lavoro e le Associazioni iscritte al Forum delle associazioni studentesche sono e potranno essere coinvolte. L'orientamento dovrà essere effettuato nell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e a partire già dal quarto anno della scuola secondaria di secondo grado anche nell’ottica del Programma europeo ‘Garanzia per i giovani’. Sono previsti interventi specifici che si inseriscono in modo strutturale per l’orientamento degli studenti con disabilità.
Saranno previste anche misure per far conoscere agli studenti il valore educativo e formativo del lavoro, anche attraverso giornate di formazione in azienda. Verrà avviato un programma sperimentale per gli anni 2014/2016 per permettere agli studenti degli ultimi due anni della scuola secondaria di secondo grado periodi di formazione presso le aziende.




Sezione: Progetti
Sottosezione: Progetti didattici
Scritto da: A.M.
Inserito il: 02/12/2013

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