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Sezione Didattica


C'era una volta ....
e rapidamente le parole vanno lente

Chi c'era una volta?
.....un re , una regina ..... e una bambina
C'era una volta un re nel suo palazzo ,
guardava la regina che ricamava un arazzo,
la bambina si pungeva
e subito piangeva.
E’ sufficiente una risposta immediata e giocata come questa per introdurci nel mondo fatato della fiaba .

( ...)Metto il naso in una fiaba
sento odor di bosco e mago

le parole le trasformo in
pensieri d'avventura(…)

crescon una sopra l'altra nel
mio cuore le figure…


C’era una volta e rapidamente le parole vanno lente, fluiscono, escono, rientrano nello spazio dell’immensità intima. In questo andirivieni le parole si addomesticano, si porgono,ammiccano, alludono, incantano, si complicano e costruiscono mondi e scene. C’è oggi, o meglio, viviamo oggi, un tempo nel quale le parole, affiorando come testimoni vocianti delle inquietudini che ci abitano, rumoreggiano vane ed illusorie. Fra espressioni confuse e frastuoni assordanti, il pensiero dei bambini vaga per mondi virtuali e, in questo aggirarsi convulso, incontra , su ribalte luminescenti, fate ammiccanti, orchi palestrati e streghe flessuose .
Un tempo che abita luoghi nei quali, fra uno sberluccicchio e l’altro, la magia diventa stereotipo, la vittoria del bene sul male un qualcosa di scontato e l'espressione: VISSERO FELICE E CONTENTI, una condizione esistenziale dovuta e assoluta.

Fra il mondo fatato di prima e il mondo ostentato di oggi ce n'è un altro che muove figure opache e vaghe, impronte vane di cui resta un lume esiguo di trasparenza per la notte nera. E’ il tempo del C’era e del non C’era, quel tempo che fluiva disciplinato e ordinava le azioni di un mondo abitato e vissuto con semplicità. Un mondo sguarnito nel quale non c’era niente da sfoggiare perché la povertà e la modestia rifuggivano ogni forma di ostentazione . Un tempo “speso” con poche parole che riconosceva il ruolo dinamico ed essenziale del tacere. Un tacere che offriva accessibilità al silenzio; un silenzio comunicativo nel quale, i gesti, gli sguardi, i suoni raccontavano emozioni e vissuti.
Forse, per un esagerato senso di riserbo a questo universo, “fatto con poco e con niente”, è venuto a mancare il momento del racconto.
E’ questo il mondo di cui ci occuperemo, prima che le forme opache e vaghe affondino nella dimenticanza . Ci faremo carico della sua sopravivenza ricordando quel tempo dove, secondo i nonni, non c’era niente. E’ da quel niente che muoverà la nostra ricerca che,grazie al ricordo e al racconto, svelerà l’immaginario di un mondo abitato da fate intabarrate che attraversavano i confini della notte fonda. ……..
…..e poi ?
C’era una volta anche Beccaritorta che prende la sporta e via che va .

Continua ...

[In allegato il progetto completo]


» Documenti allegati:
   Documento allegato ... Progetto paese ritrovato

Sezione: Didattica
Sottosezione: Varie
Scritto da: Loretta Buda
Inserito il: 27/01/2006

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21/05/2019
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