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Sezione Novità


Insegnamento dell’Informatica nella scuola superiore
Un punto di vista di docenti di informatica, classe di concorso A042

Uno degli elementi qualificanti della riforma del sistema scolastico è proprio l'inserimento dell'Informatica in
quasi tutti i tipi di scuola e riteniamo fondamentale che tale aspetto venga opportunamente valorizzato.
In Italia gli Istituti Tecnici soffrono già da alcuni anni di una riduzione costante del numero di allievi e questo fenomeno, particolarmente preoccupante per un paese avanzato, probabilmente è dovuto al fatto che le competenze fornite non sono adeguate ad un proficuo inserimento nel mondo del lavoro. Se la riforma in corso intende porre rimedio a questa situazione, è fondamentale porre particolare attenzione all’insegnamento dell’Informatica, che fornisce agli allievi competenze indispensabili per l’inserimento lavorativo.
I punti fondamentali della riforma sono riconducibili ad una razionalizzazione del sistema di istruzione superiore tesa a determinare sia una maggiore efficacia dell’azione formativa, soprattutto in termini di competenze acquisite dagli alunni, sia una nuova visione della figura del docente come professionista la cui attività possa essere valutata e quindi riconosciuta in termini retributivi in base al “merito”.
Quest’ultimo aspetto costituisce sicuramente un elemento innovativo in una realtà professionale in cui il “merito”, l’impegno e la competenza non sono mai stati valorizzati. Per poter ricoprire il ruolo di docente in un determinato insegnamento è a tutt’oggi necessario il conseguimento dell’abilitazione in una classe di concorso: è l’abilitazione che certifica la competenza e per accedere ad essa è necessaria, nella quasi totalità dei casi, la laurea.
Chiediamo che venga rispettata l’abilitazione all'insegnamento per la classe di concorso 42/A-Informatica e la corretta assegnazione dei relativi insegnamenti.
Purtroppo, questa richiesta, che potrebbe sembrare superflua, dal momento che nel sistema scolastico italiano è l’abilitazione che certifica la competenza e consente l’accesso all’insegnamento per tutte le discipline, inclusa l'Informatica, è messa seriamente in discussione: infatti, dalle tabelle pubblicate per l’assegnazione degli insegnamenti delle classi del primo biennio delle superiori (MIUR Prot. A00DGPER n. 5358 del 25 maggio 2010) risulta che gli insegnamenti di “Informatica”, “Tecnologie dell'informazione e della comunicazione”, “Tecnologie informatiche”, “Informatica e Laboratorio” sono affidati anche a docenti di altre discipline (senza reciprocità) e, in molti casi, a docenti non laureati, e comunque non in possesso della specifica abilitazione. Questa scelta, oltre a compromettere uno degli aspetti più significativi della riforma in atto, costituisce un’evidente disparità di trattamento nei confronti dei docenti di Informatica sia di ruolo sia “precari”.
Tutte le discipline hanno livelli di approfondimento diversi a seconda della platea e dell’indirizzo di studi in cui l’insegnamento viene impartito, ma non per questo la cattedra può essere ricoperta da un docente non in possesso del titolo di studio e dell’abilitazione richiesti
Come avviene per tutte le altre discipline, SENZA ABILITAZIONE NON SI PUO’ INSEGNARE LA DISCIPLINA CHE AFFERISCE AD UNA DATA CLASSE DI CONCORSO; è questo un punto fermo del sistema scolastico italiano da decenni. In questo periodo questo principio fondamentale, viene
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sistematicamente stravolto senza alcuna ragione apparente se non quella di “sistemare” docenti di altre classi di concorso, alcune delle quali senza nemmeno titoli di accesso equipollenti, senza nemmeno considerare che anche la classe di concorso Informatica è in esubero.
D’altro canto, anche nella classe di concorso Informatica A042 ci sono singoli docenti in possesso di competenze più che adeguate per insegnare discipline afferenti ad altre classi di concorso, ma non per questo possono insegnarle (se non in possesso di specifica abilitazione).
In generale, il sistema delle abilitazioni per classi di concorso mira proprio a garantire la qualità dell’insegnamento.
Ancor meno si comprende perché la sorte di dover sopperire a tutte le soprannumerarietà derivanti dall’attuazione della riforma sia toccata proprio ad Informatica, forse solo perché è una disciplina di cui molti non conoscono né il profilo scientifico ed epistemologico né la elevata valenza formativa.
La scelta di creare un insegnamento o una classe di concorso “atipica”, come i precedenti dimostrano, inevitabilmente produce nel corso degli anni contenziosi e rivendicazioni di varia natura che determinano incertezza del diritto, aggravi amministrativi e spreco di risorse finanziarie nonché il fallimento dell'obiettivo che mira a fornire agli studenti le competenze informatiche necessarie per affacciarsi al mondo del lavoro in modo adeguato.
Ribadiamo che l’Informatica non è una disciplina “atipica” almeno non lo è a giudizio della Comunità Accademica e Scientifica Internazionale, a meno di non voler affermare che essa produce ogni anno corsi, lauree, pubblicazioni e brevetti “atipici”.
Segnaliamo, inoltre, che la 2 Informatica è da anni “in sofferenza” in termini di esuberi e mancate immissioni in ruolo, a causa della crisi dell’istruzione tecnica e professionale e di una scarsa diffusione, sinora, della disciplina nel nostro sistema scolastico a dispetto del gran parlare di “competenze informatiche” e di “Information and Communication Technology”. Pertanto, un provvedimento di tal genere precluderebbe, nel prossimo futuro, anche l’ingresso a giovani laureati competenti predisposti alla ricerca e all’approfondimento, elementi, questi ultimi, che costituiscono il fondamento di un insegnamento di qualità.
Resta la nostra soddisfazione di aver ricevuto il sostegno e la considerazione del Mondo Accademico e della Ricerca nel settore informatico.

24-07-2010


Sezione: Novità
Sottosezione: Varie
Scritto da: Docenti Classe di Concorso A04
Inserito il: 24/07/2010

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