Paedagogica - Sito pedagogico-didattico dell'U.S.P. di Forlì-Cesena » U.S.P. di
Forlì-Cesena

Didattica
   HOME    NOVITA'    EDITORIALE    FONDAZIONI    DIDATTICA    PROGETTI  

Introduzione
Rivista numero 1
Rivista numero 0
Articoli anno 2018
Articoli anno 2017
Articoli anno 2016
Articoli anno 2015
Articoli anno 2014
Articoli anno 2013
Articoli anno 2012
Articoli anno 2011
Articoli anno 2010
Articoli anno 2009
Articoli anno 2008
Articoli anno 2007
Articoli anno 2006
Articoli anno 2005
Articoli anno 2004
Articoli anno 2003
 

Cerca nel sito:
Accessibilità
Link utili
Redazione
Mappa del sito
Login
Credits





Sezione Didattica


Sugli esami di Stato della scuola secondafria di II grado
Anche la nuova tornata di esami di Stato conferma l'alto livello di preparazione dei ragazzi delle nostre scuole e il forte impegno di quasi tutti i docenti e i dirigenti.

Contrariamente alla propaganda tesa a demolire, servendosi di indagini di basso livello scientifico, l'immagine pubblica della scuola italiana, anche la nuova tornata di esami di Stato conferma l'alto livello di preparazione dei ragazzi delle nostre scuole e il forte impegno di quasi tutti i docenti e i dirigenti.

Prove d’esame - Giudizio espresso dalle Commissioni su:
• Livello di preparazione dei candidati interni
I presidenti riferiscono di aver trovato in genere buono il livello di preparazione; le prove hanno rappresentato una positiva conferma del giudizio di ammissione. In qualche caso lo hanno migliorato; in rari casi abbassato.

*,Grado di preparazione dei candidati esterni
Sui mediocri livelli usuali; qualche punta positiva.

• Congruenza delle prove equipollenti assegnate ai candidati diversamente abili
Le prove sono parse congrue con le prove nazionali e con il PEI ; la funzione promozionale e di disposizione al futuro dell’esame ha in genere prevalso.

• Tipologie delle prove differenziate somministrate ai candidati diversamente abili
Le prove differenziate sono state coerenti al progetto individualizzato che aveva accompagnato l’alunno. Spesso hanno costituito motivo di valorizzazione delle conoscenze dell’alunno.
Per qualche alunno sono state opportunamente utilizzate “tipologie miste” (equipollenti e differenziate”). Qualche problema di punteggio –sapientemente affrontato e risolto dalle commissioni con la consulenza del Nucleo- si è posto per candidati che non svolgevano tutte le prove nazionali.


Giudizio espresso dalle Commissioni su:
• Rispondenza del documento del Consiglio di classe alle peculiarità didattico-culturali del corso di studio di ordinamento o del progetto sperimentale attuato
La redazione del documento è stata apprezzata dalla maggioranza delle commissioni; rilevata l’importanza che tutti gli insegnanti di classe avessero scritto una relazione sulle metodologie effettivamente seguite e sui testi utilizzati.

• Raggiungimento degli obiettivi del piano di studio realizzato
Generalmente confermato il puntuale raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di studi.

Valutazione dell’operato del Consiglio di classe - Giudizio di qualità su:
• Criteri seguiti per l’ammissione dei candidati all’esame
Esaustivi e ben articolati; di buon aiuto, in genere, per l’orientamento all’esistenza e agli studi futuri, nei limiti dell’atteggiamento verso il futuro e della carica di speranza dei loro redattori.

• Completezza dei giudizi espressi e validità delle motivazioni addotte
Accurati, in genere, nella motivazione ed adeguati nel sostenere la promozione della persona, specie dove la persona del docente si ritenga favorevolmente valutata e sostenuta.


Valutazione dell’operato delle Commissioni -
Aspetti organizzativi delle attività ben condotte dalle Commissioni in tutte le fasi dell’esame
Il clima, in generale, è stato sereno e collaborativo

• Tipologie più frequentemente utilizzate dalla Commissione nella predisposizione della terza prova
Tipologia B

°Coerenza delle materie scelte per la terza prova con la specificità dell’indirizzo
Le materie scelte sono in genere risultate coerenti con l’indirizzo di studio e con il documento del consiglio di classe.

• Giudizi sull’adeguatezza delle tracce proposte per la terza prova
Positivi, anche se può esser stato difficile armonizzarsi per la scelta dei quesiti e in diverse situazioni la terza prova è stata quella in cui gli studenti hanno ottenuto votazioni meno brillanti. Piuttosto ardua l’individuazione di indicatori comuni.
L’ottica non meccanicistica ma olistica –ove adottata- ha permesso di compensare le votazioni nel giudizio complessivo.

• Criteri di revisione delle prove scritte e griglie di valutazione
Prevalentemente strutturati per indicatori e descrittori. Ancora numerosi per fortuna approcci più articolati e più coerenti con la dimensione personalistica della valutazione
Prima prova:
A seconda delle tipologie le commissioni hanno differenziato curvature valutative, criteri e indicatori. Sono stati tenuti presenti sia gli aspetti formali che di contenuto nonché l’originalità e la fondatezza della elaborazione. Apprezzate la capacità critica e la creatività.
Terza prova:
I criteri e le relative specificazioni hanno tenuto conto di: conoscenze, competenze, capacità con scale di graduazione diversificate: in genere, più ampia la gamma dei primi due aspetti, meno considerata quella inerente alle capacità.

• Modalità di conduzione del colloquio
Il colloquio è stato effettivamente articolato in tre parti: discussione della relazione prodotta dal candidato, interrogazione da parte di ciascun commissario e discussione delle prove scritte. Quest’ultima, si è spesso risolta non in una discussione ma in una sottolineatura degli errori o delle positività dimostrate, raramente in un vero e proprio dialogo.

• Criteri di valutazione del colloquio e griglie di valutazione
I criteri hanno riguardato: le competenze linguistiche, le conoscenze generali e specifiche, le capacità elaborative, logiche, critiche e creative. Le ” griglie”, talora pesanti, non hanno tuttavia impedito una valutazione più aperta dei candidati

Le commissioni hanno tenuto presente sia l’impegno profuso nel percorso scolastico che la riuscita del colloquio

• Competenza professionale dei Presidenti
Mediamente buona. Rari i casi di frizione interna dovuta a diversi orientamenti per la valutazione.

• Preparazione e comportamenti degli esaminatori
Sia la preparazione che il comportamento degli esaminatori sono risultati generalmente soddisfacenti, nella consapevolezza che la valutazione, più ancora che riconoscimento intersoggettivo del presente, è delineazione del futuro del ragazzo, suggerimento di identità, costruzione della fiducia dell'alunno in se stesso e dell'ulteriore sua apertura al conoscere.
Non sono tuttavia mancati casi di personalismi e strascichi di “ruggine antica” da parte di commissari interni. I commissari delle scuole “rivali” presenti nel territorio sono talvolta apparsi agli interni interessatamente ipercritici verso gli studenti.

• Completezza e puntualità nelle operazioni di verbalizzazione
Le operazioni di verbalizzazione sono state eseguite in modo completo e puntuale.


Proposte migliorative

-Il carattere nazionale dell’esame potrebbe essere meglio garantito da presidenti di commissione provenienti da altre regioni. Si eviterebbero così differenze di valutazione implausibili come corrispondenza a effettive differenze di preparazione.

Effetti della “concorrenza”
Occorre riprogrammare il “cervellone”: i commissari esterni non dovrebbero provenire da istituti “concorrenti” nella stessa zona. Questo il parere espresso da molti. Alcuni interni hanno anche creduto di rilevare nel comportamento di alcuni commissari della “concorrenza” atteggiamenti incongrui alla dignità della funzione e non rispettosi della persona dei candidati: “effetti perversi” di una malintesa autonomia.

No teaching for testing
Tutte le commissioni intervistate, tranne un membro di una di esse, non ritengono utile la prova nazionale basata su test: provocherebbe il famigerato teaching for testing riscontratosi nelle nazioni che lo hanno attuato e da cui stanno cercando di uscire.

Guardare al profilo pedagogico, non pensare solo a evitare guai
A livello regionale e provinciale, occorrerebbe avviare per tempo la formazione e l’informazione sugli aspetti disciplinari, pedagogici e didattici, puntando ad approfondire il significato di questa modalità di esame, cosa voglia dire far parte di una commissione d’esame, l’impostazione della terza prova, i criteri di valutazione.....; forse si potrà così ridurre la tendenza a concentrare l’attenzione sugli aspetti amministrativi e burocratici delle procedure di esame.
Si ha talora l’impressione che qualche commissione, più che impegnarsi in un evento con forti valenze formative, sia soprattutto impegnata ad evitare contestazioni.

Prova di interdisciplinarità
Approfondire il senso e le modalità di stesura della terza prova; spesso diventa una sommatoria di discipline e non una prova davvero interdisciplinare e trasversale, intenzionata a vedere se l’alunno ha saputo cogliere i nessi e l’Intero della cultura. Ciò implica che sia la didattica almeno dell’ultimo anno che, di conseguenza, il documento del consiglio di classe andrebbero impostati sul piano della trasversalità oltrechè della specificità disciplinare.

Attenzione al progetto pedagogico
Talvolta il documento di esame appare più rispondente a una certa obbligata ritualità che uno strumento di lavoro capace di esplicitare l’impostazione culturale, didattica e metodologica. Dovrebbe essere maggiormente illustrativo dell’identità e del progetto culturale e pedagogico complessivo delle scuole. E’ qui, del resto, la vera autonomia.

Un esame per la scuola
Si parla sempre di più di valutazione delle scuole, anche attraverso testi di tipo “oggettivo”. Le commissioni intercettate si sono tutte -tranne una- espresse in senso contrario.
L’esame di stato della secondaria di II grado –ove vi si adottassero metodologie appropriate- potrebbe invece avere esplicitamente come oggetto di ricerca non solo l'alunno ma anche la scuola nella sua capacità/incapacità di comunicare cultura e di proporre istruzione ed educazione, rappresentare un importante momento di valutazione/autovalutazione della scuola, un motivo in più per credere nel suo valore e nell'importanza della sua missione.

Un esame formativo anche per i docenti
L'esame può divenire un episodio significativo per il docente come per il discente, come per l'intera comunità scolastica.

Teleconferenza introduttiva
Molti dei “veterani” dell’esame di stato trovano ripetitiva e superflua la parte della teleconferenza riguardante gli aspetti procedurali. Tutti gli intervenuti ritengono invece importante insistere sull’esame come aspetto culturale e pedagogico.
Es. Tedeschini, da Modena: Sono un insegnante che si sta accorgendo di quanto autoreferenziali siamo, di quanto poco ancora spendiamo per dare coraggio, fiducia e creatività al giovane.
Spesso ci nascondiamo dietro la nostra lezione con la pretesa che i contenuti di essa ci vengano ripetuti in sede di interrogazione dallo studente che ha in testa tutto un altro mondo, riflesso di una società che è cambiata moltissimo in poco tempo.
Diamo ancora troppa importanza alla conoscenza particolare, alla formula chimica incompleta, all'errore algebrico, alla data storica di quel preciso avvenimento mal collocata, all'imprecisione sintattica della lingua straniera, così che perdiamo di vista la crescita formativa della persona fatta di curiosità, impegno, rispetto reciproco”.

-Riunione a consuntivo
Per tutto questo sarebbe opportuna, oltre alla riunione preliminare dei presidenti, anche una riunione provinciale a consuntivo, in settembre, anche per meglio articolare le proposte per l’anno successivo.

- Maggior peso al curriculum

E’ altresì generalizzata la richiesta di attribuire maggior peso al curriculum nella valutazione complessiva.


- Guardare all’essenziale
Gli esami hanno felicemente accertato il puntuale raggiungimento degli obiettivi specifici del corso di studi. Più difficile capire se le finalità essenziali della scuola secondaria (formare un giovane contraddistinto da curiosità,'intuizione, intelligenza critica e creativa, che abbia conosciuto quel che nella cultura e nella scienza è destinato a permanere come le linee trasformazionali degli sfondi culturali, scientifici, filosofici, politici, ecologici) siano state positivamente perseguite. Si tratterà in futuro anche di comprendere meglio se nei cinque anni l'insegnamento disciplinare sia servito a dare storicità, altezza (capacità astrattiva), larghezza (estensione di campo) alla visione del mondo.

Additare il futuro
Qualsiasi esame rappresenta un chiudersi o un dischiudersi di un arco di possibilità. Rispecchia, se non i valori che la persona esaminata o esaminante sa esprimere nel presente, quelli che porterà nel futuro, anche per effetto di questo tipo di eventi.
Una serializzazione delle procedure valutative (es. test “oggettivi”), con i suoi stereotipi concorrerebbe insieme ad altri fattori a indurre a un futuro seriale. Le personali curvature valutative dei docenti sono in genere state anche quest’anno di aiuto alla costruzione del futuro soggettuale dei ragazzi e mi auguro possano continuare a esserlo.









Sezione: Didattica
Sottosezione: Varie
Scritto da: Gabriele Boselli
Inserito il: 29/07/2010

Stampa ... Versione per la stampa



21/05/2019
Visitatori: 1149074
   HOME    NOVITA'    EDITORIALE    FONDAZIONI    DIDATTICA    PROGETTI