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Sezione Editoriale


Auguri per il 2012




di Agostina (alias Vanila) Melucci e Gabriele Boselli

Ogni Natale evoca il ricordo di tanti Natali attraversati nella nostra esistenza: del presepio della nostra infanzia con statuine integre e ma anche qualche pastore decapitato, qualche contadina senza un braccio…; delle letterine scritte da noi bambini in cui promettevamo di essere buoni e studiosi e chiedevamo a Gesù bambino che nell'anno nuovo andasse meglio……
Poi il Natale festeggiato insieme ai nostri figli ancora bambini: ora toccava a noi aiutarli a fare il presepio, preparare il pranzo solenne insieme ai parenti, comperare i regali, leggere le letterine…e ormai leggiamo quelle dei nipoti.
Il Natale non è solo il tempo che ci ricorda l'infanzia e il succedersi delle infanzie, il tempo della nostalgia, del dolce rammaricarsi per il non-ritorno a stagioni precedenti della nostra vita; è il tempo del nascere, dell'attenzione al futuro che sopravviene. La scuola da millenni è memoria del mondo, ne incarna lo spirito e l'in-tensione all'oltre, nello spazio e nel tempo. E' manifestazione del visibile e dell'invisibile. Insegna a ricordare e invita a sognare, pro-gettarsi nel mondo. Sa decostruire i pensieri e i non-pensieri ricomponendoli secondo principi e crea (porta nel mondo qualcosa che prima non c'era). Non indulge all'ideologia del declino, prova speranza e induce a sperare….
Pensiamo al 2012 (come corrono questi numeri!) come a un anno in cui tornino in qualche modo a essere le idee quelle che generano la realtà. Sono doni che comunque irradiano luce, anche quando questa non viene al momento riconosciuta.
La scuola continuerà a offrire un orizzonte epistemologico e storico insieme, affidabile almeno quanto consapevolmente fallibile e incerto, per l’intelligenza e il vissuto pieno dell’essere attraverso le vie dell’esistere pedagogico. Saranno conoscenze e saperi (conoscenze in atto) essenziali in quanto generativi; conoscenze e saperi offerti da soggetto a soggetto.
I ragazzi (ma anche gli adulti) hanno bisogno di incontrare persone vere che raccontino loro dell’Intero. Hanno bisogno di segni essenziali di indicazione; non possono essere lasciati nel nichilismo della mera frammentualità competenziale e della conseguente asfissia del conoscere. Gli insegnanti e chiunque abbia un ruolo nella società devono aver modo di detenere e di esprimere autonomia intellettuale, etica ed estetica, disporre di uno spazio proprio, per dire qualcosa di autentico nella relazione con gli altri, per essere se stessi consentendo agli alunni non solo di apprendere ma di pro-durre, di creare, di attuare il loro essere in sintonia con le grandi correnti di senso del pensiero d'Europa.
Sarà un anno felice per la scuola se sapremo ripensare alle strutture dell’istruzione aiutando la formazione di soggetti interi protesi all’intero della cultura e della scienza e capaci di una pura, aprente capacità di conoscere.
Confidiamo che anche il buon lavoro che si svolge nelle nostre Istituzioni conquisti pieno riconoscimento valoriale. Insieme continueremo comunque ogni sforzo per offrire al territorio cultura e scienza agendo con etica. Consapevoli della modestia delle nostre forze, ma impegnandoci come se tutto dipendesse da noi, cercheremo di operare per favorire una vita serena, spendendoci per un sè autentico e per gli altri, per la città futura. Ogni buon Maestro, consapevole dei propri limiti, costruisce, crea; vive il mondo che appare ma si protende -oltre il muro degli apparati di alienazione- anche oltre l'immanente e il visibile. Ciascuno dei tanti veri Maestri che stanno nella scuola trasmette l'eredità di coloro che sono stati e agisce in funzione di coloro che saranno.



Sezione: Editoriale
Sottosezione: Editoriale
Scritto da: AVM e GB
Inserito il: 25/12/2011

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