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Sezione Didattica


CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI
CONSIDERAZIONI GENERALI ORIENTATIVE

di Paola Mercuriali

o L’alunno non italofono o non ancora sufficientemente italofono, non è generalmente un alunno incompetente su tutto ma si trova, per qualche tempo, in una situazione nella quale non ha le parole per dire, comunicare la sua competenza scolastica, disciplinare.

o Il carattere formativo di ogni valutazione in ambito scolastico non deve essere dimenticato o trascurato, per enfatizzare la dimensione certificativa. Una valutazione formativa comporta il prendere in considerazione il percorso dell’alunno, i passi effettuati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l ‘impegno… In particolare quando si deve decidere il passaggio o meno alla classe successiva, occorre fare riferimento ad una pluralità di elementi e di considerazioni fra cui non può mancare una previsione di “sviluppo”dell’alunno in relazione all’età, alle motivazioni, agli interessi, alle attese della famiglia.

o Ogni valutazione – iniziale in itinere, finale – non può che essere strettamente collegata al percorso di apprendimento proposto, che, per gli alunni stranieri neo – arrivati, è necessariamente personalizzato e sostenuto da interventi specifici per l’apprendimento della lingua italiana.

o Valutazione come valorizzazione: emettere giudizi o distribuire voti rappresentano atti di intersoggettivo stabilimento di valore…..Con il giudizio, così come con il voto, l’insegnante contribuisce a costruire la realtà, inevitabilmente, ma consapevolmente e con responsabilità, in-formandola della propria identità….per questo motivo, il docente deve essere attento sia con le parole, sia con i numeri. La misura è sempre strettamente dipendente dal metro di riferimento, dal sistema di valori dell’individuo o del sistema che valuta. ). Gabriele Boselli rivista Paedagogica 9/11/10 “Valutazione nella scuola secondaria di II grado.

o Il voto di condotta: una delle caratteristiche fondamentali dell’età evolutiva è l’assunzione di identità, intesa come l’insieme delle rappresentazioni che una persona ha di se stessa; viene elaborata anche in relazione all’idea ed ai” suggerimenti” che gli altri manifestano. L’identità nasce anche dal rapporto che l’individuo, nella sua storia e soggettività ha con gli altri; con le conferme e disconferme, le valorizzazioni ed i disconoscimenti, gli altri, incidono sulla costruzione dell’identità.
E' chiaro l’alto livello di responsabilità che un adulto si assume nel dare giudizi di valore che nel caso del voto di condotta non investono solo un aspetto del conoscere, ma la persona nella sua interezza. La riflessione sui possibili modelli di intervento porta alla riscoperta di strumenti educativi riparatori, da affiancare o sostituire al momento sanzionatorio. Da una parte l’eventuale provvedimento per l’infrazione di una regola, dall’altro un momento educativo di riflessione che permetta al ragazzo di elaborare l’evento stesso. La scuola deve recuperare una sua funzione importante che è quella di spiegare il senso e il valore delle regole e far capire il valore della disciplina nella creazione di una società civile e democratica.
Si richiama all’indicazione contenuta nell’articolo 2 del decreto legge n.137 dell’1/9/2008 porta due disposizioni innovative:- il cinque in condotta determina l’automatica bocciatura o la non ammissione agli esami (anche quando il profitto è sufficiente nelle varie discipline). Gabriele Boselli rivista Paedagogica 9/11/10 “Valutazione nella scuola secondaria di II grado.

CRTITERI 1°QUADRIMESTRE
Per gli alunni stranieri di recente o recentissima immigrazione, che entrano all’inizio o nel corso dell’anno scolastico e non hanno alcuna competenza linguistica in italiano.
Rispetto agli obiettivi trasversali:
Andranno tenuti in particolare considerazione la motivazione ad apprendere, la regolarità della frequenza, l’interesse la partecipazione alle diverse attività scolastiche, l’impegno e la serietà nel comportamento.
Rispetto agli apprendimenti disciplinari:
o L’insegnante decide di non procedere alla valutazione. In questo caso si potrà assegnare “non classificato” o “ senza votazione” sulla scheda, spiegandone la motivazione a verbale, per esempio utilizzando questa dicitura: la valutazione non può essere espressa perché l’alunno si trova nella prima fase dell’alfabetizzazione in lingua italiana;
o L’insegnante preferisce esprimere una valutazione. Anche in questo caso è opportuno riportare a verbale una motivazione; per esempio utilizzando questa formula: la valutazione fa riferimento ad un percorso personale di apprendimento, in quanto l’alunno si trova nella prima fase di alfabetizzazione della lingua italiana.
Rispetto agli apprendimenti della lingua italiana:
Il lavoro svolto dagli alunni nei corsi di alfabetizzazione diventa parte integrante della valutazione di italiano intesa come materia curricolare, per cui si farà riferimento alle schede di valutazione redatte dagli insegnanti titolari dei corsi di italiano L2.
Per gli alunni stranieri che presentano difficoltà nell’uso della lingua italiana, in particolare per quanto riguarda la lingua dello studio.
Rispetto agli obiettivi trasversali:
andranno tenuti in particolare considerazione, la motivazione ad apprendere, la regolarità della frequenza, l’interesse, la partecipazione alle diverse attività scolastiche, l’impegno, la serietà del comportamento ed il rispetto delle consegne.
Rispetto agli apprendimenti disciplinari:
l’insegnante valuta le conoscenze e le competenze raggiunte dall’allievo in base alla personalizzazione dei percorsi in correlazione ai contenuti minimi essenziali previsti per la classe. Nel caso in cui gli alunni abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese, francese) essa potrà fungere, in un primo tempo, come lingua veicolare per l’acquisizione e l’esposizione di contenuti, previa predisposizione di materiali opportuni. Il lavoro svolto dagli alunni nei corsi di potenziamento linguistico o di aiuto allo studio concorre alla valutazione delle varie discipline.


CRITERI PER LA VALUTAZIONE DI FINE ANNO
Indipendentemente dalle lacune presenti, saranno attentamente valutati i progressi compiuti e le potenzialità di recupero di ciascun alunno una volta acquisiti gli indispensabili strumenti linguistici, ammettendolo alla classe successiva, nel caso tale valutazione risulti positiva. Il livello A2 del Quadro Comune Europeo delle Lingue, può essere considerato un indicatore positivo, ma non vincolante per la continuazione del percorso scolastico. Andranno tenuti in particolare considerazione la regolarità nella frequenza, l’interesse, l’impegno la partecipazione alle diverse attività scolastiche, la serietà del comportamento, elementi che insieme possono/devono concorrere alla valutazione dello studente.

A2: Riesce a comprendere frasi isolate e espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza (ad es. informazioni di base sulla persona e sulla famiglia,acquisti, geografia locale, lavoro). Riesce a comunicare in attività semplici e di routine che richiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti familiari e abituali. Riesce a descrivere in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.

PUNTI DI ATTENZIONE GENERALI NELLA VALUTAZIONE DELLE DISCIPLINE

1. Somministrare verifiche incentrate solo sui contenuti effettivamente trattati.
2. Privilegiare i contenuti rispetto al linguaggio utilizzato.
3. Considerare i progressi rispetto ai livelli di partenza
4. Considerare l’atteggiamento e la motivazione.
5. Valorizzare la capacità di autocorrezione.

PRODUZIONE SCRITTA
Nella valutazione dei testi scritti sarà sempre privilegiata la comprensione dei contenuti fondamentali rispetto alla padronanza delle strutture linguistiche. Sarà privilegiata la coerenza dei contenuti rispetto alla coesione testuale. Nei primi mesi, gli errori di ortografia, lessico e grammatica andranno segnalati, ma non valutati, tenendo conto che l’uso degli articoli, delle preposizioni e dei pronomi è particolarmente difficile per gli alunni stranieri.

PRODUZIONE ORALE
1. Proporre verifiche dopo aver segmentato l’argomento da studiare in molteplici sottoargomenti.
2. Considerare parte integrante della valutazione gli interventi positivi dello studente nel corso dell’attività didattica.
3. Proporre all’alunno come punto di partenza del colloquio orale immagini, grafici, cartine geografiche e/o storiche, mappe, tabelle.
4. Considerare che la memorizzazione inizialmente, è un’utile modalità di apprendimento che va gratificata per tenere alta motivazione.


Principali riferimenti normativi
L. 517/77
DPR n 275/1999 art 4;
DPR N° 394 del 31/8/1999 art 45, comma 4; L.53/03, art 3;
C.M. 24/06” Linee Guida” MIUR
D.P.R 122/09. Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto legge 1° settembre 2008, n°137, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n°169, art 1 comma 9.




Sezione: Didattica
Sottosezione: Varie
Scritto da: Paola Mercuriali
Inserito il: 19/03/2012

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