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Sezione Didattica


BES
La discussione sui Bisogni Educativi Speciali avvenuta nel GRUPPO DI LAVORO INTERISTITUZIONALE di Forlì-Cesena (G.L.I.P.) in seduta congiunta con il G.L.H.Provinciale)

Verbale del 04/04/2013

II giorno 4 del mese di aprile dell'anno 2013, alle ore 09,00 i componenti del Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale (di seguito denominato G.L.I.P.) e i componenti del Gruppo di Lavoro Handicap Provinciale (di seguito denominato G.L.H.) si sono riuniti presso l'Ufficio Territoriale di Forlì-Cesena per discutere il seguente O.d.G.:
- Bisogni educativi speciali: Direttiva 27/12/12 e c.m. 8 del 06/03/2013
- Attività di formazione, a.s. 2012/2013: lo stato dell’arte
- Organico di diritto a.s.2013/2014: problematiche relative ai trattenimenti nelle scuole dell’infanzia, alle permanenze nelle scuole primarie, secondarie di 1° e di 2° grado; criteri per l’organico dell’a.s. 2013/2014.


PUNTO UNO: Bisogni educativi speciali: Direttiva 27/12/12 e c.m. 8 del 06/03/2013

Il Coordinatore del GLIP illustra la Direttiva del 27 dicembre 2012 a firma del Ministro Profumo e della C.M. 8/2013 a firma del Direttore generale Stellacci.
I due documenti –ad avviso dell’isp. Boselli- sono molto importanti, non solo per il momento storico in cui viviamo, ma soprattutto per la situazione forlivese in cui si stanno ri-formulando gli Accordi di Programma per la disabilità. La visione generale che questi autorevoli (per quanto criticati sotto il profilo del fondamento giuridico) pronunciamenti ministeriali esprimono è coerente con gli orientamenti del CNPI; è inoltre in pieno accordo con quanto il GLIP di FC va dicendo da anni ed ha scritto nelle relazioni annuali e nei piani pluriennali di attività.
G.B. richiama inoltre alcuni punti significativi dei due documenti.
° concetto di Bisogni Educativi Speciali (di seguito denominati BES) approfondendo il tema degli alunni con
- disturbi specifici (DSA)
- disturbi dell’attenzione e dell’iperattività
- funzionamento cognitivo limite
° strategie di intervento per gli alunni con BES
° formazione del personale
° organizzazione del territorio per l’ottimale realizzazione dell’inclusione scolastica (CTS).
- La C.M. n.8 del 6/03/2013 sottolinea:
- la personalizzazione dell’apprendimento
- chi individua gli studenti con BES
- chi firma il Piano di Studi Personalizzato (di seguito denominato PDP)
- chi sono gli alunni con DSA, con disturbi evolutivi specifici, con svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale
- le azioni a livello di singola istituzione scolastica e le azioni a livello territoriale
- il grado di inclusività della scuola.
Da un punto di vista filosofico-pedagogico dei due documenti, quindi:
- non esiste una netta discontinuità nel bisogno e nei campi di potenzialità tra i soggetti “normali” e quelli “portatori di deficit” o meglio “diversamente abili”.
- L’elemento positivo del nuovo indirizzo è la richiesta di una speciale attenzione per una serie di complessità che intervengono nelle scuole e rendono difficile la loro compensazione. Di qui la necessità di una “filosofia dell’Intero” per un approccio ai vari quadri di particolare impegno pedagogico.
- L’aumento di casi “difficili” come l’ADHD, il funzionamento cognitivo limite e i DSA, è forse dovuto a situazioni di diminuzione di forze per farvi fronte, oppure a situazioni di “povertà sociale” che si riflette sui bambini. La scarsità di risorse fa subito notare la discrepanza tra la processualità didattica ordinaria e la situazione sociale/scolastica.
- L’esigenza di una “didattica inclusiva più che di una didattica speciale” perché le didattiche speciali possono divenire didattiche di confinamento e di dispersione dall’area di sviluppo potenziale della singolarità, mentre la didattica inclusiva prende atto del continuum delle situazioni (così come si era espresso il CNPI prima che il “parlamento della scuola” fosse di fatto sospeso).
- Pur giuridicamente e pedagogicamente controversa, la Direttiva costituisce un autorevole orientamento per le Scuole. La Circolare a firma Stellacci sottolinea alcune indicazioni riguardanti la Direttiva e le pone all’attenzione dei collegi dei docenti, sempre nel doveroso rispetto delle autonomie scolastiche.

Mentre la situazione del dibattito è chiara –pur nella sua pluralità- da un punto di vista scientifico, da un punto di vista normativo e organizzativo la definizione della tematica non è ben definita. E’ quella più densa di interrogativi.
Vengono previsti i Centri Territoriali di Supporto (di seguito denominati CTS) allocati presso Scuole-polo. Il C.T.S. insiste sul territorio provinciale e ciò può creare un raddoppio di argomenti affrontati da più Enti e/o Gruppi di Lavoro (come ad esempio il GLIP, il GLHI, il GLHO, i Distretti Socio-sanitari). Occorre un adattamento territoriale ed anche una discussione all’interno dello stesso Accordo di Programma.
Non è previsto un aumento di organico di sostegno, come invece potrebbe sembrare da una prima lettura della Direttiva di dicembre 2012.

DIBATTITO:
R. Silimbani
rispetto agli insegnanti di sostegno si può condividere l’approccio generale sia della Direttiva sia della Circolare.
Il tipo di contenuto è un po’ difficile da giustificare perché ci sono delle norme (la legge 104/92; la Legge 170/2010), però a livello di GLIP e di GLH è importante condividere dei criteri per le Scuole proprio perché le Scuole non si muovano ognuna per conto proprio.
L’insegnante di sostegno può avere una funzione di supporto a tutta la classe.
Non c’è una sovrapposizione tra CTS e GLIP o gruppi provinciali, ma la sovrapposizione ci può essere con i Centri di documentazione. Le competenze del GLIP sono previste per legge, si tratta di capire quanto ci può essere di ampliamento rispetto alle tematiche. La direttiva parla di integrazione con i centri dei territori al fine di realizzare una rete dei servizi. Ciò perché ci vogliono delle persone dedicate che possano fare attività di supporto sia alle Scuole sia al CTS. Sarebbe auspicabile fare un lavoro integrato tra gli insegnanti e gli operatori dei Centri. Sarebbe importante rendere questa situazione istituzionale.
G. Gardini
L’insegnante di sostegno sta diventando sempre più una figura che si deve “specializzare” sull’handicap grave; ciò è soprattutto vero nel passaggio dalla scuola seconda di 1° alla scuola secondaria di 2° grado.
Le risorse per la necessità sono da prendere al fondo di istituto, già decurtato, quindi la necessità è quella di capire quante saranno le risorse e dove riperirle.
F. Fagioli
I genitori non hanno ben chiaro le mansioni dell’insegnante di sostegno.
B. Casadei
Le scuole sono già nell’ottica del lavoro di cui si parla sia nella Direttiva sia nella Circolare. Quindi in regime di richiesta di risorse, verranno chieste così come sottolinea la direttiva profumo.
La didattica scolastica è sempre molto inclusiva e non esclusiva.
G. Branzanti
La Circolare Stellacci sembra un po’ affrettata. Sembra anche che voglia portare in ambito pedagogico il taglio delle disabilità non certificate. Quando si parla di BES, si parla di studenti che in qualche modo si riconduce alla legge 104/92 o alla legge 170/2010 o a qualcosa d’altro? Ciò sarebbe importante specificarlo a livello provinciale perchè non è per tutti possibile fare un PDP e/o un PEI e/o un documento specifico.
E’ bene non sovrapporre le competenze.
Sulla parola “fondi” è difficile dire qualcosa di specifico. Se ci sono dei margini è ovvio che le risorse si richiederanno.
L. Gualtieri
Ogni anno ci sono circa 1000 nuovi ingressi in neuropsichiatria infantile di cui 200 DSA e oltre 100 modelli S. Quindi un terzo del lavoro viene direttamente dalla Scuola. Le altre due parti viene dalla disabilità (es. quella congenita).
La novità della Circolare e della Direttiva è che vengono messi insieme agli alunni certificati (104 o 170) quelli non certificati, che in realtà ci sono sempre state, ma che ultimamente sono più emergenti in quanto sempre più sovente ci sono famiglie con almeno un familiare straniero. Ciò significa che da sempre la società si trova in questa situazione. La novità sta nella Scuola che, oggi, deve farne conto.
Le strutture collaterali (CTP ad esempio) vengono avanzate come luogo di supporto per le tematiche avanzate.
La normativa di cui stiamo parlando si spera che sia il primo “bengala” nella notte. Ci vuole una cultura che deve cominciare e che poi speriamo sia seguito da azioni. Sarebbe importante fare una rete fra tutte le istituzioni che in un territorio devono operare. A Cesena ci sono, ad esempio, gruppi di genitori con bambini con ADHD. Ciò era impensabile alcuni anni fa.
La Scuola ha un materiale umano che tutti i giorni sono lì tutti; il tipo di affaticamento che c’è sono una serie di questioni che ora le hanno scritte. Quindi un passettino in avanti è stato fatto.
F. Donati
La scuola paritaria per certi aspetti, come ad esempio il numero esiguo, è favorita. Condivide la perplessità che Rita Silimbani ha espresso verso l’insegnante di sostegno (è solo lei che si occupa del bambino “X”?). In una classe, là dove è possibile, anche con figure di esperti, ove tutti gli insegnanti si prendono cura di tutti gli alunni la situazione è migliore. Quindi esprime alcune perplessità sull’esclusività dell’insegnante di sostegno. Lavorando più sull’equipe la situazione migliora.
P. Monti
La portata del documento è riferita alla generalità dei casi e non solo di situazioni certificate.
E’ un crescere la responsabilità della scuola e del personale docente per quanto riguarda l’intervento educativo.
Importanza delle reti scolastiche e delle reti interistituzionali per evidenziare il processo educativo che deve essere messo in atto.
V. Moretti
La Circolare pone accento soprattutto sugli insegnanti di sostegno. Ad oggi si lavora anche in piccoli gruppi, ma se i BES sono sempre di più, è difficile aiutare tutti. E ciò le famiglie non lo capiscono. La Circolare pone di fronte ad problema molto grosso per la gestione della classe in generale, da parte di tutti i docenti e non solo quelli d sostegno.
S. Rossi
Ancora una volta è la scuola che si deve far carico delle varie situazioni problematiche (crisi finanziaria, crisi familiare, crisi sociale, crisi sanitaria).
La Circolare è importante anche perché fa aut riconoscendo che ci sono problematiche riconosciute a livello nazionale.
Noi, a livello provinciale cosa dobbiamo fare?
A. Francia
Come genitore guardo con molta perplessità e preoccupazione il futuro dei nostri figli. Non vorrei che perdessero sempre i più deboli.
B. Casadei
Come si può risolvere il problema scuola legato a tutte le situazioni presentate sia dalla Direttiva sia dalla Circolare? Importante il piano del fare, del progettare. Il cambiamento di una scuola che non può essere solo trasmissiva: cosa che si dice ormai da tanto tempo ma che nei fatti non si realizza.
P. Ferro
La scuola ha bisogno del respiratore. Se si vuole fare una buona scuola pubblica è importante fare una scuola con un buon apprendimento, prevedere qualche percorso migliorativo alla stregua della società attuale.
G. Boselli
La discussione di oggi –anche se riferita a pratiche non tutte immediatamente operative- andava avviata affinchè le scuole iniziassero a prepararsi a importanti mutamenti del loro modo di procedere.
Il campo ampio: c’è una difficoltà complessiva che affatica tutte le strutture chiamate a rispondere ai bisogni. Tutte le strutture sono in stato di affaticamento, così come le persone che vi operano e si trovano a fronteggiare con risorse calanti le emergenze ingravescenti.
La normativa richiama tutto ciò e ora i due documenti –voluti dalla Direzione generale dello studente su suggerimento del prof. Janez (Erickson)- hanno principalmente una funzione di stimolo culturale e pedagogico.
Quando verranno dall’U.S.R. indicazioni specifiche, di tipo ravvicinato e più concreto, si potrà ulteriormente mettere a punto a livello provinciale la tematica. Il lavoro di oggi è stato prezioso perché di stimolo alla riflessione delle scuole; nel momento in cui saranno chiarite alcune delle modalità di azione, si potrà poi lavorare in maniera appieno conseguente.
Sarebbe importante vedersi un pomeriggio con Salvatore Nocera, ad esempio a maggio o alla ripresa dell’anno prossimo, proprio sui BES. Tutto ciò se ci sono i fondi.
Il Glip approva questa proposta del Coordinatore.


Sezione: Didattica
Sottosezione: Varie
Scritto da: GB
Inserito il: 24/04/2013

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