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Sezione Didattica


Sugli esami di Stato ed 2014 a conclusione del primo ciclo di istruzione
Farne giorni di lezione che riassumono tutti i precedenti e dispongono a quelli successivi.

di Gabriele Boselli


Questo esame di Stato conclude il primo ciclo di istruzione e orienta ai gradi successivi. Soffre di alcune rigidità e iperformalizzazioni ma può ugualmente essere un utile momento di bilancio e di orientamento. Va vissuto come fase importante per la vita di uno studente, di una famiglia, della scuola nel suo complesso. 
Occorre considerare l’esame principalmente quale occasione di crescita per gli studenti, momento di bilancio del lavoro dei loro insegnanti e/o Maestri, possibilità di interazione tra professionisti dell’educazione sul tema del rapporto tra insegnamento, apprendimento e valutazione.
L’esame costituisce un momento di orientamento e di consolidamento (e/o miglior taratura) dell’autostima/autocritica del ragazzo come del docente e delle loro capacità di affrontare in (relativa) autonomia il futuro. 

-Significa mettersi da entrambe le parti alla prova ; 

-di capire se lo studente si trovi a uno stadio evoluto di conoscenza disciplinare e di intelligenza delle relazioni tra le discipline;

-se abbia solidità e intenzionalità (e di quale tipo) per affrontare la prosecuzione degli studi: potranno essere anche pertanto approfondite, in sede di colloquio, le connessioni con gli sviluppi nell’istruzione successiva.
Occorre capire se lo studente:
-sia padrone delle strutture essenziali delle discipline, intellettualmente agile;
 - abbia ottenuto e utilizzato spazi di autorealizzazione;

Va prestata attenzione allo stato della sua educazione intellettuale in senso complessivo (intenzione di conoscenza verso il mondo, interesse nei confronti dello studio, possesso dello specifico disciplinare). 

Costruzione di un’autostima fondata
La valutazione è riconoscimento intersoggettivo del presente ed è contestualmente delineazione del futuro del ragazzo, suggerimento di identità, costruzione della fiducia dell'alunno in se stesso e dell'ulteriore sua apertura al conoscere.

L'esame è per tutti
Non solo gli studenti, anche i docenti "passano" l'esame. Per essi l’E.S. può costituire occasione di: 
--misurarsi con la propria capacità di confronto vero con giovani, con le loro idee;
--sperimentare i limiti del nostro possesso di quanto chiediamo ai ragazzi;
--verificare se la qualità del conoscere, delle conoscenze, dell’agilità intellettuale, dell’essere in relazione con il sapere e con le persone che inter/roghiamo negli studenti faccia parte anche del nostro corredo;
--capire se, avendo mantenuto la capacità di ascolto, si è ancora integri nella capacità di in-segnamento; 

Per la scuola come istituzione della conoscenza è confronto con gli esiti della propria capacità complessiva di rappresentare un “ambiente che insegna”.


I processi di verifica e valutazione, soprattutto riferiti a quegli alunni di forte singolarità sono anche elemento configurativo della qualità della scuola.
Al fine di contribuire –sempre nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica- a una linea comune di valutazione, si propongono alcune tracce di orientamento nei confronti di particolari tipologie di alunni.

Alunni stranieri arrivati da poco
 
L’adattamento delle scelte curricolari comporta un adattamento della valutazione; ciò emerge sia dalle indicazioni pedagogiche che da quelle espresse da circolari, decreti, direttive.
L’adattamento può essere concretizzato nella definizione da parte del Consiglio di classe di un percorso personale di apprendimento; è sostanzialmente finalizzato al possesso dei nuclei essenziali inerenti le singole discipline.
 I consigli di classe possono considerare le seguenti indicazioni:
• è data facoltà di formulare tracce diverse per ciascuna classe terza, su proposta motivata dei rispettivi docenti ed approvata dalla commissione nella seduta preliminare;
• i consigli di classe sono tenuti a considerare l'indispensabile coerenza tra l'itinerario didattico percorso e lo sbocco finale nell'esame;
• gli esami non sono validi se manca anche una sola delle prove scritte o il colloquio pluridisciplinare. Non è possibile proporre prove differenziate; si suggerisce di impostare le prove scritte, di competenza delle scuole, con carattere graduato per complessità in modo da offrire a ciascun alunno la possibilità di trovare il modo per meglio esprimere le proprie conoscenze e competenze.

Alunni con disturbi specifici di apprendimento

Gli alunni il cui percorso scolastico ha previsto l’esonero dall’insegnamento della lingua straniera o di entrambe le lingue sostengono prove coerenti con il percorso svolto, finalizzate al solo rilascio dell’attestazione.
Gli alunni il cui percorso scolastico ha invece previsto la dispensa dalle prove scritte di lingua o lingue straniere sostituiscono gli scritti di tali discipline con il colloquio; modalità e contenuti del colloquio sono stabiliti dalla Commissione, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe. In questo caso, viene conseguito il diploma.

Alunni diversamente abili

Questi alunni sostengono le prove di esame, comprensiva di quella nazionale INVALSI, specifiche per gli insegnamenti impartiti. Le prove possono (e devono, ove necessario) essere adattate in relazione al PEI e, avendo carattere equivalente a quello ordinario, portano al conseguimento del diploma. Quando invece (si auspica nella minor percentuale possibile) il percorso è differenziato, le prove, coerenti con il percorso seguito, sono allora finalizzate al rilascio dell’attestato di credito formativo.





Conclusioni 

E’ importante adoperarsi affinché gli alunni possano congedarsi dal primo ciclo di istruzione con un buon ricordo dei loro insegnanti, con ricordi significativi, orientanti, rassicuranti intorno all’avvenire. Il colloquio è l’ultima lezione che gli alunni vivono nella scuola; è la lezione che riassume tutte le precedenti e dispone a quelle successive.



Sezione: Didattica
Sottosezione: Varie
Scritto da: gb
Inserito il: 21/05/2014

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20/02/2019
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