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Sezione Fondazioni


Italia, stella della costellazione europea
Italia, terra antiqua atque uberae glebae - Virgilio, Eneide


di Agostina Melucci




Sono oltre due millenni da quando la nostra terra iniziò a essere chiamata per nome. E un secolo e mezzo da quando gran parte di essa fu costituita in Stato. Il 17 marzo viene ricordata l’ Unità nazionale, a ricordo del giorno i cui, a Torino, nel 1861 venne proclamato il Regno d’Italia.
Oggi, in tale ricorrenza, s’intende consolidare il sentimento d’identità nazionale, far sentire l’orgoglio di essere italiani membri della più vasta famiglia europea, promuovere i valori costitutivi della nostra cittadinanza. E di tale identità sono simboli l’ Inno, la bandiera, la Costituzione (sono 70 anni dalla sua entrata in vigore), aspetti importanti che identificano la Nazione. Sono trascorsi appena 157 anni da quando a Torino venne proclamato il regno d’Italia, che durò 85 anni; con il referendum del 1946, il popolo italiano scelse la forma repubblicana.
L’unificazione nazionale del nostro Paese è stata l’esito di un lungo e travagliato percorso, in cui sono confluite iniziative politiche, diplomatiche, militari e visioni ideali di varia provenienza: monarchica, repubblicana, democratica, genericamente “moderata”. Da allora ha avuto inizio una nuova fase di un’antica storia comune.
E’ bene che noi ricordiamo insieme tale evento perché ci sono degli eventi che concorrono a tenere insieme una Nazione. Allora mancavano ancora Veneto, Lazio, Trentino, Friuli. L’Italia era comunque già una realtà unitaria; numerosi i problemi: analfabetismo, povertà, brigantaggio. La nazione era fatta, come disse Massimo d’Azeglio, occorreva fare gli italiani. Risultava necessaria la formazione di una comune identità ed era necessario diffondere l’uso dell’italiano, della lingua nazionale; la lingua ha una funzione essenziale per l’identità. Chi parla una stessa lingua è un popolo. A questo scopo, la scuola, in particolare la scuola elementare, ha svolto storicamente un compito di grande rilevanza. A scuola si conobbe e si conosce la storia, si costruisce una comune cultura civica, il senso di appartenenza, la coesione nazionale e per essa il senso dell’identità dell’Occidente europeo.
La Romagna e Ravenna in particolare fornirono un contributo importante al movimento risorgimentale. A Ravenna sono ancora molto vivi i ricordi di quel periodo; ed è bene affinare la consapevolezza storica anche con momenti come questo.

Dal Risorgimento ci proviene l’invito all’impegno, a non chiudersi nella sfera privata, a prestare attenzione a quella pubblica, coniugando insieme l’io e il noi, portando lo sguardo oltre di sé, nella scena civica. Se i patrioti del R. avessero guardato al proprio interesse, sarebbero rimasti a casa. La dimensione ideale, la volontà di prendere parte a una vicenda comune conferiscono senso all’esistenza, perché spingono a spendersi per qualcosa di importante. Tutto ciò va esercitato con spirito critico, senso di realtà , fiducia verso il futuro, impegno, tenacia, coraggio, generosità, forza interiore, volontà.
La storia non procede solo per mera meccanica degli eventi economici e politici; le svolte più importanti sono generate dalle idee. La sostengono i miti, la vivificano i poeti. Tramite gli studi possiamo conoscere le dinamiche sottostanti a eventi, sofferenze, fallimenti, i successi, i desideri. Prima l’Italia era “un’espressione geografica”, un nucleo di memorie, un sogno. I protagonisti di quel processo spesero la vita, come poi fecero altre persone, per un’idea, in questo caso per l’idea d’Italia. Altri momenti eroici della nostra storia hanno aggregato per un ideale una moltitudine di persone, come durante la Resistenza, dal 1943 al 1945, appena 80 anni dopo.
L’idea di Italia, stella della costellazione europea, percorre la nostra cultura, fin da Virgilio (ne canta nell’Eneide); ne scrivono Dante, Foscolo, Manzoni e i più grandi tra gli autori del periodo romantico, in cui il sentimento patriottico fu molto forte. L’idea di Italia nasce dunque nella poesia, nell’arte, nella letteratura. Il Risorgimento è guidato dall’idea di Nazione, che –va detto- non coincide con quella visione nazionalistica che ha avuto esiti disastrosi nel ‘900; l’idea di Nazione non è in contrasto con quella d’Europa. In Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo era ben presente l’idea di Europa unita; Cattaneo propose gli Stati Uniti d’Europa.
Le Nazioni vitali sono quelle che sanno risorgere; una certa Italia è morta nel periodo risorgimentale e ne è nata un’altra. Nella fase di cambiamento che stiamo vivendo si affacciano nuove domande e risposte: l’identità nazionale e l’idea di Nazione vanno inserite entro una visione allargata in cui proiettare la nostra appartenenza allo Stato italiano, in un processo di integrazione europea recentemente oscurato da egoismi nazionalistici ma che prima o poi riprenderà appieno a essere motore della storia.
Educhiamo nel segno delle due bandiere, italiana ed europea, le nuove generazioni! Queste affronteranno scenari sociali, politici, economici e tecnologici diversissimi e di nuova e inedita potenza trasformatrice dell’umano (1). Saremo appieno anche per quel che ricorderemo di essere stati, per la forza che ci viene dalla storia.


(1) A. Melucci Ri-pensare l'educazione negli scenari del post-umano in Encyclopaideia, UNIBO, Bologna n.46, 2016


Sezione: Fondazioni
Sottosezione: Argomenti vari
Scritto da: Agostina Melucci
Inserito il: 22/03/2018

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20/02/2019
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