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Sezione Editoriale


LA SCUOLA e il suo NAVIGARE
Estratti da una lettera di Giuseppe Campagnoli (Dirigente Ufficio studi USR di Ancona) sull’articolo di Gabriele Boselli “2005, una rotta per la scuola”





PROLOGO ( ….la rotta…)
Quando si è condannati ad “errare” nel “mare del contingente”, sembra che solo il presente sia la guida di tutte le azioni ed anche nella scuola, che per principio dovrebbe essere proiettata al futuro con un benefico “strabismo” rivolto al passato, il consumo e l’effimero si stanno consolidando in connessione con una cultura dell’”intraprendere” sempre più in voga .
Mi vengono in mente le mie riflessioni di qualche tempo fa in “Riflessi di valori e qualità e mi convinco del fatto che una cattiva strada intrapresa allora con incertezza, nel porre le premesse per una “nuova scuola”, ora sia invece percorsa con gli estremi “liberisti” del decisionismo e dell’imperio e con una velocità inaspettata …..anche per gli amanti della “scuola come mercato”!
Sta prevalendo l’immagine e la comunicazione per la competizione: dalla singola scuola fino a tutti i livelli dell’”amministrazione”ove il “pensiero unico” sta generando tanti “epigoni ……che gareggiano ad essere più realisti del re...” forse anche nel timore dello “spoil…”
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L’unica salvezza sarebbe di tornare all’essenza del “verbo” e agire in coerenza con i significati “testuali” dei fenomeni e gli “agenti” della storia,della politica (quella della “polis”)della cultura,della democrazia (quella della libertà,dell’uguaglianza e della fratellanza non giacobine ma “rivoluzionarie” anche solo nell’essere realmente “riformatrici”).
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DIALOGO (…la navigazione..)
La scuola è di per sè “navigazione” e “narrazione” …
La scuola è locus di dialogo con la realtà e la storia e la natura e l’altro da sé..essa è osservazione,riflessione e azione..e ancora osservazione…
Un diario di bordo di questo cammino di vita è insieme storia e progetto,non una fredda lista di cose da fare ma nemmeno una semplice “apertura di credito”…
E’ invece traccia di ricerca e scoperta verso tante rotte per altrettanti orienti…La “schola” come “otium”..autonoma e quieta, indifferente perchè disinteressata e lontana dai lidi del mercato.
Con la “stella polare” dei significati e una idea di scuola “introversa” perché dentro ognuno di noi “maestri” e dentro ogni “discepolo” si prefigurano “mete” possibili e “probabili” mai presuntuosamente “certe” perché pur sempre dentro i misteri della natura e dello spirito che si confondono e giocano con tutti noi.


EPILOGO (..l’approdo..)

Non uno solo l’”approdo” non unica e “predestinata” la meta: molti segni da “in-dicare” e “parafrasi” per un “divertissement “ di citazioni su altre citazioni , in un distillato testuale che propone ulteriori “riflessioni migranti” verso il futuro,navigando a “spirale” al di là delle “secche” delle certezze integraliste del “presente immanente” fondato sull’utilità del consumo spesso dissimulata da populismo sédicente “libertario” e dal “liberalesimo” ad usum delphini…:

“Credo che l’attuale crisi imponga un ripensamento del concetto stesso di scuola…”
“ La politica progressista e il culto dell’efficienza non possono confluire per dare sviluppo alla scuola..”
“..ogni scuola come embrione di vita comunitaria…che rifletta la vita della società e sia permeata dello spirito dell’arte,della storia,della scienza…”
“…una scuola non fondata sui principi di una ideologia che pone al primo posto la crescita economica comunque…”
“..il dissenso a volte nasconde e a volte scopre le contraddizioni insite nell’idea stessa di scuola…”
“…il dibattito in corso sull’avvenire dell’istruzione,nonostante la sua retorica e il suo clamore è più conservatore di altre discussioni in atto in altri settori della vita pubblica…”

“..gli innovatori dell’istruzione sono convinti che la scuola debba funzionare come un imbuto per i programmi,le indicazioni e le prescrizioni da loro predisposti..”

“ ..una riforma dell’istruzione presuppone un diverso orientamento della ricerca e una diversa comprensione dell’aspetto pedagogico di ogni cultura emergente…”

“..la libertà non può ridursi a scegliere tra varie “merci” preconfezionate”

“…ciò di cui abbiamo bisogno è un sistema che permetta a ognuno di definire sé stesso apprendendo e contribuendo all’apprendimento degli altri”

Concludo …… nell’imminenza del disegno di una nuova rotta e di un nuovo racconto , verso un “tramonto” tinto del colore della speranza che è pur sempre l’ultima divinità destinata a far nascere un altro giorno.




Sezione: Editoriale
Sottosezione: Editoriale
Scritto da: Giuseppe Campagnoli
Inserito il: 20/01/2005

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21/05/2019
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